Chi deve occuparsi della gestione delle macerie?

L'onere di gestire i rifiuti provenienti da interventi edilizi, in base alla normativa vigente (D.Lgs. 152 del 3.04.2006), è a carico del soggetto che produce le macerie. Per cui, nel caso in cui il lavoro venga eseguito da un’impresa edile, sarà l'impresa stessa che deve occuparsi della gestione dei rifiuti; nel caso invece in cui i lavori siano stati eseguiti da un privato, sarà quest’ultimo il soggetto obbligato.

Quali materiali possono essere conferiti presso i centri di riciclaggio del Consorzio Bauschutt?

I centri di riciclaggio non sono tutti uguali, ed operano in base a specifiche autorizzazioni provinciali che definisco la tipologia di rifiuti conferibili e le modalità di gestione. In generale, nei centri di recupero per rifiuti inerti non vengono conferiti materiali provenienti da attività di scavo, che vengono tendenzialmente trattati ai sensi della deliberazione della Giunta provinciale n. 189 del 26.01.2009.
Vengono individuate le seguenti tipologie di materiali:

  1.  Materiale proveniente da demolizioni stradali: materiale ottenuto dallo scavo, dalla demolizione o dalla fresatura della pavimentazione stradale costituito da materiale degli strati di fondazione non legati e degli
    strati di fondazione stabilizzati con leganti idraulici e da manti d’asfalto o asfalto fresato.
  2. Materiale provenienti dalle demolizioni di opere edili e non edili: materiale costituito da diverse frazioni minerali quali calcestruzzo, mattoni (cotti o in silico-calcare), pietra naturale e altri. Si ricorda che se il rifiuto è indifferenziato o contiene molte impurità, saranno richiesti maggiori costi di gestione.

Quali elementi estranei contenuti nei rifiuti comportano l’aumento dei costi di gestione?

Le macerie da conferire agli impianti di recupero, possono contenere:

  • impurità come terreno vegetale, legno, metallo, materie plastiche, gesso, cartone, rifiuti urbani ecc..
  • Inquinanti, cioè sostanze nocive, come ad esempio oli minerali, idrocarburi, sali, metalli pesanti. 

Nel primo caso, si può ridurre in maniera significativa il problema con una demolizione selettiva o la separazione dei rifiuti fin dall’origine; nel secondo caso, è invece necessario conoscere l’origine del rifiuto, il processo produttivo che l’ha originato, il sito da cui proviene ed i pregressi che l’hanno coinvolto (es. la demolizione di un distributore di carburante, potrà comportare la produzione di elementi in calcestruzzo intrisi di olio, cosa molto meno probabile con l’abbattimento di un muretto di campagna).

Cosa devo fare per conferire le demolizioni ad un impianto?

Nel caso di rifiuti dall’attività di costruzione/demolizione, è bene contattare l’impianto per verificare le condizioni dei materiali, concordare eventuali analisi, tempistiche e modalità del conferimento.

Ho fatto dei lavori a casa e vorrei conferire una piccola quantità di macerie, come posso fare?

Se le macerie sono costituite da frazioni minerali quali calcestruzzo, mattoni (cotti o in silico-calcare), pietra naturale e simili, non sono state a contatto con elementi in amianto (es. manufatti, rivestimenti, ecc.), o altri inquinanti (es. gasolio, solventi ecc.), possono essere conferite presso gli impianti del Consorzio.
Nel caso in cui la quantità non superi i 30 kg, il trasporto sia occasionale e saltuario e non vengano comunque superati i 100 kg l'anno, i rifiuti potranno essere trasportati autonomamente. Ad ogni modo, si consiglia comunque di contattare l’impianto prima del conferimento.


Mi è stato chiesto il codice CER, cos’è?

Il cosiddetto codice CER (Codice Europeo dei Rifiuti) è una sequenza di 6 numeri utilizzata per identificare un rifiuto. Tale sequenza è specifica e dipende dalla sua tipologia, dalla composizione e dal processo che lo ha generato. L’identificazione di un rifiuto con il corrispondente codice CER, è un obbligo del produttore, a cui, in caso di errata classificazione, viene attribuita la responsabilità.
Ad esempio, il codice 170101, identifica il rifiuto costituito da cemento, proveniente da operazioni di costruzione/demolizione.
Ad alcuni rifiuti possono essere assegnati 2 codici CER che si differenziano in un’unica cifra, a seconda che gli stessi siano pericolosi o non pericolosi; ad esempio, il codice CER 170503 identifica il rifiuto costituito da terra e rocce, provenienti da operazioni di costruzione/demolizione, con presenza tale di contaminanti da renderle pericolose; il codice CER 170504 invece, identifica sempre il rifiuto costituito da terra e rocce provenienti da operazioni di costruzione/demolizione, ma con presenza di contaminanti limitate.
In questo caso, si parla di codici “a specchio”.

Come faccio a sapere se un rifiuto è pericoloso o no?

Per semplificare, si può dire che i rifiuti pericolosi (che nell’elenco dei CER sono identificati con un asterisco ‘*’) sono quelli che contengono un’elevata dose si sostanze inquinanti. Alcuni rifiuti vengono classificati come pericolosi fin dall’origine, come ad esempio amianto e lana di roccia. Anche le macerie possono essere pericolose, sia nel caso di elevata presenza di amianto, che a causa del contatto con sostanze nocive come, oli solventi e vernici. Nel caso di incertezza, è necessario effettuare un’analisi chimica.

Prima di conferire agli impianti i rifiuti dall’attività di costruzione/demolizione, devono essere fatte ANALISI?

Dipende dal tipo di macerie e dall’autorizzazione dell’impianto. Nel caso di macerie pulite, tipo calcinacci o similari, calcestruzzo non armato e piastrelle, privi di impurità come legname, plastiche o altro, che non sono state a contatto con manufatti, rivestimenti o altri elementi in amianto, o altri inquinanti, tendenzialmente no. Nel caso invece di miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, o comunque rifiuti misti  dell'attività di costruzione e demolizione, invece, è necessario verificare la non pericolosità del rifiuto. Questo, anche al fine di assegnare il corretto codice identificativo del rifiuto che, dal punto di vista normativo, è un obbligo del  produttore. Si consiglia comunque di contattare l’impianto di recupero prima del conferimento.

Come e dove vengono analizzati i rifiuti?

In generale, deve essere prelevata una porzione di materiale che possa rappresentare l’intera massa dei rifiuti. Questa “porzione”, che costituisce il campione da sottoporre ad analisi chimica, deve essere portata in un
laboratorio specializzato. Non esiste un'unica tipologia di analisi, per cui è bene informarsi con l’impianto di recupero prima di richiedere analisi non corrette o insufficienti. Anche il prelievo del campione, è un’operazione particolare che richiede l’intervento di personale specializzato.

Che tipo di analisi devono essere condotte sulle macerie?

Nel caso di macerie pulite, tipo calcinacci o similari, calcestruzzo non armato e piastrelle, privi di impurità come legname, plastiche o altro, che non sono state a contatto con manufatti, rivestimenti o altri elementi in amianto,
tendenzialmente non vengono generalmente effettuate analisi. Nei casi in cui, la “NON pericolosità” del rifiuto non sia certa, ad esempio in caso di contaminazione o sospetto inquinamento, è necessario effettuare delle analisi chimiche. Generalmente, sul rifiuto tal quale (cioè non setacciato o selezionato per separare le diverse frazioni merceologiche e/o granulometriche), vengono ricercati gli elementi chimici specifici del caso.
Ad esempio, la demolizione di una cisterna in cemento che conteneva carburanti, può comportare la necessità di ricercare gli idrocarburi. Si consiglia di contattare l’impianto di recupero, prima del conferimento, anche per definire le eventuali analisi da condurre sul rifiuto.

Cos’è il test di cessione?

Il cosiddetto “test di cessione”, è un analisi che permette di verificare la capacità dei rifiuti di rilasciare sostanze inquinanti. Le specifiche per quello che viene normalmente effettuato sui rifiuti sono contenute nell’Allegato 3 al Decreto Ministeriale 05/02/98.

Quali vantaggi ho nel conferire i rifiuti inerti che produco presso un impianto autorizzato?

In primo luogo si evita di incorrere in sanzioni penali. Inoltre, il riciclaggio permette di “trasformare” i rifiuti in materiali che possono essere riutilizzati in ambito edilizio, tutelando le risorse, l’ambiente ed il territorio.

Come vengono recuperati i rifiuti inerti?

Il recupero dei rifiuti inerti, provenienti dall’attività di costruzione/demolizione, avviene grazie ad una serie di trattamenti meccanici che permettono di separare le frazioni indesiderate (metalli, plastiche, terre, ecc…), ridurne le dimensioni ed ottenere degli aggregati sciolti a granulometria specifica.

I materiali riciclati possono essere utilizzati ovunque?

No, l’utilizzo dell’ aggregato riciclato dipende dalle sue caratteristiche prestazionali e di qualità, e non possono essere utilizzate in zone di rispetto idrico, parchi naturali, biotopi, presso monumenti naturali ecc..
Si consiglia di chiedere al gestore dell’impianto di riciclaggio le informazioni necessarie alla corretta modalità d’impiego ed in merito alle limitazioni d’uso degli aggregati riciclati prima dell’acquisto.

Cosa faccio se nel mio cantiere c’è amianto?

Nel caso di presenza di amianto, è necessario contattare l’APPA ed una ditta autorizzata per la rimozione; inoltre, è è indispensabile evitare che tale presenza contamini gli altri rifiuti da conferire presso gli impianti di recupero.

La nostra impresa deve disfarsi di alcuni rifiuti, possiamo portarveli?

Innanzitutto, dipende dalla tipologia dei rifiuti che intendete conferire. Nello specifico, possono essere accettate le seguenti tipologie:

 n. TIPOLOGIA CARATTERISTICHE
1A MATERIALI provenienti
da SCAVI
Materiali proveniente da scavi, ghiaioso ed asciutto, compreso trovanti fino a 0,3 m3, senza asfalto.
 2A MACERIE PULITEMateriali provenienti da cantieri edili, tipo calcinacci o similare, anche calcestruzzo non armato e piastrelle, escluso legname, plastiche o altre impurità.
 2B MATERIALE provenienti da SCAVI con presenza di asfaltoMateriale proveniente da scavi con presenza di asfalto.
 2C SOLO ASFALTOAsfalto in croste o fresato.
3A  MACERIE con impurità
fino al 10%
Materiali provenienti da cantieri edili, mescolati con parti di impurità (legname, metallo e plastica) fino ad una percentuale del 10%.
 3B MACERIE con impurità
fino al 20%
Materiali provenienti da cantieri edili, mescolati con parti di impurità (legname, metallo e plastica) fino ad una percentuale del 20%.
 3C MACERIE con impurità
fino al 30%
Materiali provenienti da cantieri edili, mescolati con parti di impurità (legname, metallo e plastica) fino ad una percentuale del 30%
 4A CALCESTRUZZO ARMATOMateriale composto da calcestruzzo armato in elementi di qualsiasi dimensione e trovanti da 0,5 m3 a 1 m3.



In ogni caso, prima di conferire i rifiuti presso i nostri impianti, sarà opportuno richiedere direttamente informazioni nonché un’offerta economica.

Come posso trasportare i rifiuti ai vostri impianti?

Innanzitutto si devono distinguere le situazioni in base al produttore del rifiuto, cioè se è un soggetto privato o un impresa.
Nel caso in cui il produttore del rifiuto sia un soggetto privato, il trasporto può essere effettuato dal produttore stesso, con mezzo proprio, purché la quantità non superi i 30 kg, il trasporto sia occasionale e saltuario e non vengano comunque superati i 100 kg l'anno. Altrimenti, il trasporto deve essere effettuato da una ditta iscritta nella categoria 4 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali (per l’attività di trasporto dei rifiuti per conto di terzi, l’iscrizione all’Albo nazionale degli autotrasportatori non è sufficiente!).
Se il produttore del rifiuto è un’impresa, la stessa potrà trasportare il proprio rifiuto autonomamente, purché sussistano determinati requisiti, tra i quali ad esempio (elenco NON esaustivo):

  • il trasporto avvenga con un veicolo di proprietà o in usufrutto o in leasing;
  • il veicolo sia guidato personalmente dal proprietario o da un suo dipendente;
  • il trasporto non costituisca attività economicamente prevalente; il rifiuto da trasportare, per caratteristiche merceologiche, abbia stretta attinenza con l'attività principale dell'impresa; 

In questo caso, l’impresa dovrà essere in possesso di apposita licenza, a meno che il trasporto non venga effettuato con autoveicoli di massa complessiva fino a 6 tonnellate. Se i precedenti requisiti non sussistono, anche un’impresa produttrice di rifiuti, per il trasporto degli stessi, dovrà richiedere l’intervento di una ditta iscritta nella categoria 4 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.


Il rifiuto deve sempre essere accompagnato dal formulario d’identificazione del rifiuto?

No, fa eccezione ad esempio il produttore iniziale di rifiuti non pericolosi che trasporti gli stessi occasionalmente e saltuariamente (non più di 4 volte l'anno), in quantità inferiori ai 30 kg (o 30 l) al giorno, e comunque per meno di 100 kg (o 100 l) l'anno.

La produzione di rifiuti da attività di costruzione/demolizione, comporta la tenuta dei registri di carico/scarico?

No, nel caso dei cantieri, le imprese edili sono escluse dall’obbligo di tenuta del registro di carico-scarico se in cantiere, a prescindere dal numero dei propri dipendenti, si producono solo rifiuti non pericolosi (compresi gli
imballaggi).
Per i rifiuti, anche se non pericolosi, che l’impresa produce in un luogo diverso dal cantiere, pertanto non attribuibili all'attività di costruzione e demolizione (ad esempio rifiuti non pericolosi prodotti nell'officina dove avviene la manutenzione ordinaria dei macchinari e delle attrezzature - contenitori in cartone dei filtri, pezzi meccanici ecc.), devono essere registrati sul registro di carico e scarico rifiuti e comunicati annualmente alla CCIAA con apposito MUD.